venerdì 13 maggio 2022

I colori delle ombre e dei riflessi

 





I colori delle ombre e dei riflessi.
Laboratorio di acquerello con Lorenzo Dotti al Museo Borgogna, Vercelli 
Domenica 29 maggio 2022


In occasione dell'esposizione dei miei acquerelli in dialogo con le opere della collezione del Museo Borgogna, "Riflessi di biodiversità", terrò un laboratorio dedicato alle regine della luce: le ombre e i riflessi. Il laboratorio si terrà all’interno del Museo dipingendo dettagli di alcuni quadri selezionati dove la presenza di ombre e riflessi esalta il soggetto rappresentato diventandone a volte il protagonista, e nel cortile interno cercando di dare un nome ai colori reali delle ombre tra le architetture, le statue e la fontana.

Nell’immaginario collettivo l’ombra è sovente associata al colore grigio, guardando attentamente le opere esposte nel Museo e le ombre proiettate all’interno del cortile ci renderemo conto come le variazioni atmosferiche possono invece determinare un vibrante cromatismo dai colori molto variabili.






Materiali indispensabili per il laboratorio.
Ogni partecipante dovrà portarsi il materiale necessario per lavorare con la tecnica dell’acquerello:
· confezione di acquerelli,
· alcuni pennelli di diverse misure tra rotondi e piatti possibilmente a manico corto (numeri 4, 8, 18),
· un blocco di carta per acquerello di formato medio, per esempio un A4 possibilmente 100% cotone,
· un recipiente per contenere l’acqua (non bicchiere di plastica, meglio un tupperware di medie dimensioni tipo 10x10cm),
· matita e gomma.

Data: domenica 29 maggio 2022
Orario: 11 - 16 laboratorio e visita
all'esposizione di acquerelli di Lorenzo Dotti
Destinatari: laboratorio per adulti (ragazzi dai 12 anni)
Pausa pranzo: libera
Costo: 25 euro a partecipante
Prenotazione obbligatoria al numero 389.2116858

                                 

Dalle ore 16 in occasione della presentazione del progetto di Strada del Riso Vercellese di qualità "Riflessi-Percorsi d'acqua tra natura, arte, cultura" vincitore del bando “In Luce” di Fondazione Compagnia di San Paolo e della pubblicazione che raccoglie gli acquerelli dedicati alla natura del Parco delle Grange dal titolo "L'Abbazia, il Bosco, il riso" (ed. Boreali 2020), sarà possibile esporre i lavori dei partecipanti al laboratorio.

Museo Borgogna, via Antonio Borgogna, 4 Vercelli
www.museoborgogna.it









lunedì 24 gennaio 2022

Dipingere il Ponente Ligure, corso di acquerello en plein air, aprile 2022

 


Dipingere il Ponente Ligure

Borghi colorati e mare cristallino

Corso di acquerello “en plein air” con Lorenzo Dotti

Pietra Ligure 22/25 aprile 2022

 

Il tratto di costa tra Noli ed Albenga è uno dei più vari e interessanti del Ponente ligure, sia per i paesaggi di mare e di costa che alternano spiagge sabbiose e promontori rocciosi e selvaggi sia per i borghi litoranei o

nell’immediato entroterra, ricchi di storia e di pregevoli architetture, alcuni dei quali annoverati tra i più bei borghi italiani.

Finalborgo, uno dei “Borghi più belli d’Italia” a pochi minuti dal mare di Finale Ligure, conserva le caratteristiche di abitato fortificato nella sua struttura quattrocentesca e rinascimentale. Sulla collina si trova il seicentesco Castel San Giovanni, dalle cui terrazze si gode di una magnifica vista su Finalborgo, sulle valli circostante e sul mare di Finale Ligure. A strapiombo su un grande bastione del monte Becchignolo, che sovrasta Finale, si conservano i resti del duecentesco Castel Gavone.

L’antica Repubblica marinara di Noli, nata prima del 1200, conservò la sua autonomia fino alle soglie dell’Ottocento; del suo passato glorioso conserva molte testimonianze, dalla cinta muraria al cinquecentesco Castello Ursino. Tra i suoi gioielli storici anche la Chiesa Cattedrale paleocristiana e protoromanica di San Paragorio, una delle più importanti della Liguria.

Anche Verezzi è annoverato tra i “Borghi più belli d’Italia”: l’antico insediamento a guardia delle scorrerie saracene con caruggi scavati nella pietra, piccole piazze, salite ripide e strette, sottopassi ad arco, offre uno sguardo magico sulla costa e sui terrazzamenti di ulivi e alberi da frutta.

Il mare: questo tratto di costa è punteggiato di spiagge tra le più belle e rinomate, come la Baia dei Saraceni a Varigotti, una delle 24 Bandiere Blu della Liguria. Impressionanti sono poi le falesie che strapiombano sul mare, come Capo Noli e la Punta di Caprazoppa.

Saremo alloggiati nell’Hotel Daria*** (www.hoteldaria.com) di Pietra Ligure,  un piccolo albergo a conduzione famigliare a due passi dal centro storico, che offre una genuina cucina ligure.

Il corso è aperto a principianti ed esperti  disegnatori, di età superiore ai 14 anni.



PROGRAMMA

VENERDI 22 APRILE. Ore 14 ritrovo presso l’Hotel Daria a Pietra Ligure. Primi esercizi nei “caruggi” di Pietra. Cena in albergo

SABATO 23 APRILE. Ore 9,00: dopo colazione trasferimento a Finalborgo; mattinata a dipingere nel centro storico rinascimentale e barocco. Pranzo al sacco. Nel primo pomeriggio passeggiata a Castel San Giovanni e Castel Gavone, sulla collina di Finalborgo, con soste di sketching. Rientro a Pietra e cena.

DOMENICA 24 APRILE. ore 9,00: dopo colazione trasferimento a Noli, ed esercizi alla Spiaggia dei Pescatori e a San Paragorio. Pranzo al sacco. Pomeriggio a Varigotti, esercizi al Borgo Saraceno e lungo la Baia dei Saraceni. Rientro a Pietra e cena.

LUNEDI 25 APRILE. ore 9,00: trasferimento al Borgo Antico di Verezzi, esercizi tra i caruggi e dai punti panoramici verso il mare. Pranzo al sacco. Nel primo pomeriggio passeggiata tra le borgate verezzine con soste di sketching. Ore 17 conclusione del workshop.



Per ricevere il programma completo comprensivo di costi scrivere a:

lorenzodottisketcher@gmail.com




venerdì 10 dicembre 2021

Dipingere Matera, corso di acquerello e di Carnet de Voyage. Maggio 2022

 


Dipingere Matera
Corso di acquerello e di Carnet de Voyage
2/7 maggio 2022


Lo strumento più pratico e personale per disegnare en plein air è il quaderno di viaggio, dove i ricordi e le emozioni del viaggio prendono vita sotto forma di disegni e di racconti scritti.

Per la prima volta dopo tanti anni di corsi e di carnet pubblicati dedico questo workshop materano alla realizzazione dei vostri “carnets de voyage”. Fornirò a tutti i partecipanti un quaderno da me rilegato su cui lavorerete durante il corso e invierò a tutti una brochure sulla Murgia e su Matera con documenti, cartine e materiale iconografico vario per informarvi e suggestionarvi sui luoghi che andremo a disegnare.

Il Vostro carnet sarà rilegato con carta Claire Fontaine da 300 grammi, 100% cotone, grana fine nel formato 26 x 20 cm e conterrà 30 pagine.




La parola “armonia” è la chiave per comprendere il territorio disegnato dall’opera della natura e dell’uomo, che unisce Matera, dove volano i falchi grillai e i nibbi reali, alla sua Murgia delle chiese rupestri, dei fiori e del pascolare lento delle maestose vacche podoliche.

Matera è diventata una meta privilegiata in Italia e in Europa per la sua impagabile bellezza e il suo patrimonio storico, ambientale e paesaggistico. L’elezione a Capitale Europea della Cultura per il 2019 ha ulteriormente indirizzato sul territorio materano un flusso turistico importante.

Organizzare una full immersion di acquerello tra i Sassi e la Murgia è un obiettivo di altissima qualità.

Oltre la possibilità di dipingere in uno dei luoghi più emblematici d’Europa e del mondo, il soggiorno è arricchito da alcune attività stimolanti e emozionanti: la visita al cenobio rupestre nei pressi di Matera dove di ammira la cripta del Peccato Originale, con lo straordinario ciclo di affreschi datati tra l’VIII e il IX secolo; l’escursione sulla Murgia Materana con il suo importante patrimonio naturale; la visita alle Chiese Rupestri guidata da un competente ed esperto storico-naturalista-geologo; il pranzo presso il suggestivo Jazzo Gattini, centro visita del Parco della Murgia, in cui degustare le specialità della gastronomia materana genuina e schietta, la visita a Gravina di Ginosa e alla Masseria Fortificata Selva Malvezzi.  L’hotel Il Belvedere e il Residence Casalnuovo ospiteranno i corsisti in una posizione unica per la veduta sui Sassi; le cene presso il ristorante Pietra Viva saranno all’insegna della cucina tipica del territorio.

Per tutti i motivi esposti sopra, occorre essere molto celeri nell’aderire a questo corso, poiché i posti sono pochi le strutture ricettive di Matera sono già in gran parte occupate per la primavera.

 


Programma

·        Lunedì 2 maggio - dalle 14 accoglienza del gruppo e sistemazione nelle strutture riservate. Ore 15,30: presentazione del corso e primi esercizi sulla città rupestre dal terrazzo panoramico dell’Hotel Belvedere. Cena presso struttura convenzionata.

·        Martedì 3 maggio -  ore 8,30: colazione. Al mattino esercizi nel Sasso Caveoso, San Pietro Caveoso e Madonna de Idris. Pranzo street food.  Nel pomeriggio trasferimento a Contrada Petrapenta (15 min.)  e visita alla Cripta del Peccato Originale. Cena presso la struttura convenzionata.

·        Mercoledì 4 maggio - ore 8,30: colazione. Giornata di esercizi tra la Civita e il Sasso Barisano. Pranzo street food. Cena presso la struttura convenzionata

·        Giovedì 5 maggio - 8,30: colazione. Giornata dedicata alla Murgia Materana: al mattino trasferimento in auto ed escursione guidata nel Parco della Murgia Materana con visita alle chiese rupestri. Pic nic con prodotti locali presso Jazzo Gattini, Centro di educazione ambientale del Parco Murge. Al pomeriggio esercizi dal Belvedere con vista mozzafiato sui sassi di Matera. Cena presso struttura convenzionata.

·        Venerdì 6 maggio - 8,30: dopo colazione trasferimento in auto a Gravina di Ginosa (25 km, circa 30 min.), e giornata di sketch tra gli antichi quartieri di Ginosa e la Masseria Fortificata Selva Malvezzi. Rientro a Matera e cena presso la struttura convenzionata.

·        Sabato 7 maggio – 8,30: colazione. Esercizi nella città rupestre, a Santa Lucia alle Malve e alla Casa grotta di Vico Solitario. Pranzo street food.  Ore 15: fine delle attività.





ULTIMI POSTI DISPONIBILI!

I corsisti sogggiorneranno presso l’hotel Il Belvedere***, il Residence Casalnuovo*** e l’Hotel Torretta ai Sassi, tutti in Via Casalnuovo al Sasso Caveoso.

Per ricevere il programma completo comprensivo di costi scrivere a:

lorenzodottisketcher@gmail.com

 


martedì 31 agosto 2021

Colori all’ombra del Vesuvio. Corso di Acquerello en plein air 15/17 ottobre 2021

 




Colori all’ombra del Vesuvio
Corso di acquerello en plein air
Napoli 15/17 ottobre 2021


La pittura di paesaggio è nata per Napoli e dintorni e non poteva essere diversamente, basta guardarsi attorno per capirlo:  nessun altro angolo di mondo unisce infatti tanti ingredienti che sublimano questo genere di pittura. Terra e mare, isole e laghi, castelli, rovine antiche, grotte, palazzi, giardini e parchi formano una tavolozza unica sullo sfondo del Vesuvio.

Lavoreremo sui colori peculiari della citta partenopea dedicando a loro le tre giornate di pittura “en plein air”.


Programma Napoli

Venerdì 15 ottobre, Giornata Rosso pompeiano e Verde boscoesercizi al Real Bosco di Capodimonte, lavorando sui verdi del bosco e il rosso della Reggia di Capodimonte. Ritrovo ore 9,30 all’ingresso Porta Piccola. Autobus: dalla fermata della metro “Piazza Museo” prendere il Bus 168 o 178 o 3M, scendere a Porta Piccola Capodimonte.

Sabato 16 ottobre, Giornata Giallo di Napoli e Blu Oltremare, esercizi sul lungomare da Santa Lucia a Mappatella tra l’azzurro-golfo e le tonalità Ocra e Giallo di Napoli di Castel dell’Ovo. Ritrovo ore 9,30 in Via Nazario Sauro davanti alla statua Re Umberto I. La statua si trova a 5 minuti a piedi da Piazza Plebiscito.

Domenica 17 ottobre, gran finale mille colori al Parco Virgiliano, lo sguardo sul Golfo e le isole dalla punta di Posillipo aspettando il tramonto. Ritrovo ore 9,30 ingresso del Parco Virgiliano. Autobus: dalla fermata Mergellina Sannazzaro linea 640 o C21 o 140





Iscrizioni e informazioni


Il corso si svolgerà a Napoli dal 15 al 17 ottobre 2021 con orario 9,30-18,00
Costo d’iscrizione al corso euro 200.
Numero minimo di partecipanti 8 massimo 14.
L’iscrizione al corso dovrà pervenire tramite mail al seguente indirizzo lorenzodotti58@gmail.com non oltre la data del 20 settembre 2021.

Per iscrizioni e informazioni: Lorenzo Dotti 3334648829
Trattandosi di un corso “en plein air” consiglio i partecipanti di dotarsi di un piccolo zainetto nel quale riporre i materiali da lavoro e un piccolo sgabello pieghevole per disegnare comodamente seduti, laddove non si trovi una panchina o un muretto.
Le lezioni si terranno all'aperto nel rispetto delle norme COVID 19 vigenti.

Tecniche trattate.
Acquerelli, disegno al tratto a matita e drawing pen waterproof.




venerdì 21 maggio 2021

Non solo orchidee. Flora delle praterie aride

 


Non solo Orchidee, flora delle praterie aride

La prima volta che ho visto un’orchidea spontanea è stato per caso, allora (40 e fischia anni fa) con mia moglie non consideravamo molto il mondo vegetale e la nostra passione naturalistica era dedicata soprattutto al mondo alato. Poi un giorno in Val di Susa i nostri occhi sono stati catturati da un Ophrys, fu amore a prima vista e da allora le ragazze dalle forme e colori bizzarri continuano a saziare la nostra passione. Ma l’amore per le scienze naturali nel suo insieme ha continuato ad accompagnarci durante le escursioni facilitando il lavoro di ricercatore, associando quindi un’orchidea ad un ambiente e osservando anche le altre forme di vita presenti in quell’habitat. In questo modo tutto risulta più facile e così quando canta la Tottavilla sai che li attorno le Orchidee non possono mancare.

Gli abitanti quindi dei diversi habitat in cui si possono osservare le orchidee spontanee in Piemonte, siano essi vegetali o animali, saranno i protagonisti di queste pillole naturalistiche.




Flora delle praterie aride.

L’ambiente prediletto dalla maggior parte delle orchidee presenti in Piemonte è la PRATERIA ARIDA, ambiente di origine antropica derivato da preesistenti boschi di roverella e pino silvestre, disboscati probabilmente sin dal Medioevo (Mondino, 2007- Flora e vegetazione del Piemonte. I.P.L.A.-Regione Piemonte -L’Artistica Editrice) per ricavare prati falciabili in primavera oppure per il pascolo. In Piemonte le praterie aride sono presenti sui versanti assolati delle vallate alpine dalla Valle di Susa a nord fino alla Valle Tanaro a sud, e nel settore appenninico dalle Langhe Cuneesi fino alle Valli del Tortonese. Le praterie aride si sviluppano su suoli poveri su substrato calcareo e la loro conservazione è garantita dallo sfalcio e dal pascolamento, in assenza del quali la vegetazione evolve rapidamente verso formazioni arbustive e successivamente arboree.


Flora caratteristica delle praterie aride, acquerello di Lorenzo Dotti

Flora caratteristica delle praterie aride, acquerello di Lorenzo Dotti


Flora caratteristica delle praterie aride, acquerello di Lorenzo Dotti



Specie vegetali caratteristiche delle praterie aride.

Questo ambiente dalla elevata biodiversità vegetale, è facilmente riconoscibile per la presenza di specie che lo caratterizzano come il bianco Helianthemum apenninum, le gialle Hippocrepis comosa, Anthyllis vulneraria e Pilosella officinarum, lo strisciante rosato Astragalus monspessulanus, così come rosa sono i fiori del Teucrium chamaedrys e del profumatissimo Thymus vulgaris, quest’ultimo abbondante nei settori meridionali, e ancora la Sanguisorba minor dalle caratteristiche foglioline seghettate, i bottoni blu violacei della Globularia bisnagarica, la gialla Achillea tomentosa, e il rosato Convolvolus cantabrica. Le prateria aride ospitano anche alcune rarità della flora piemontese come il Rhaponticum coniferum e l’Aphyllanthes monspeliensis.



 

Tutte le specie di Ophrys presenti in Piemonte prediligono questo ambiente tranne una che preferisce vivere ai suoi margini: l’Ophrys insectifera che predilige le zone ecotonali (aree di contatto tra due ambienti diversi) tra le praterie aride e i boschi termofili, come i boschi di Roverella e Orniello.

Una raccomandazione: nel cercare le orchidee rispettate tutta la flora che avete intorno, limitando la vostra presenza ed il calpestio darete una mano a questo ricco delicato habitat.


mercoledì 17 marzo 2021

Felci, tanto antiche quanto affascinanti

 


Quando la campagna si tinge di tabacco da noi su al Nord vuol dire che è inverno. La natura riposa, soprattutto le piante che lavorano sotto terra per preparare la stagione successiva; va bene son contento per loro che dopo un inverno finalmente nevoso partiranno in rigogliose fioriture. Ma nel frattempo da buon appassionato botanico cosa guardo? cosa riconosco? cosa classifico? Alle domande quest’inverno mi son venute in soccorso loro: le felci.  Nella lunga vita da illustratore naturalista ho disegnato un po' di tutto ma, chiedo venia, le felci non le ho mai considerate.



 

Una forra fresca e umida o un muretto a secco assolato possono mostrarti anche in pieno inverno un campionario meraviglioso di piante ancora verdi, le felci appunto. Ho cercato così di colmare almeno parzialmente la mia ignoranza in questo mondo affascinante e antichissimo e per farlo mi sono avvalso di materiale trovato in rete utilissimo per chi vuole iniziare a riconoscere queste ragazze verdi dalle lunghe chiome.

Genera filicum, or, Illustrations of the ferns, and other allied genera
Bauer F.A. 1842

Qui sotto link a pubblicazioni e articoli dedicati alle felci facilmente scaricabili in formato PDF dalla rete. Un altro validissimo sistema per sapere quali specie di felci  vivono nella nostra regione è quello di scaricare l’applicazione iNaturalist un social network di naturalisti,  biologi e appassionati costruito sul concetto di mappatura e condivisione di osservazioni sulla biodiversità in tutto il mondo. È possibile accedere a iNaturalist tramite il suo sito Web o dalle sue applicazioni mobili. Buona lettura, buone osservazioni e viva le felci!

LINK:

 Le Pteridofite d'Italia, Marchetti 2003

Felci e piante affini in Liguria e in Italia, Bernardello, Martini. 2004

Felci e piante affini del Parco Nazionale della Val Grande Dellavedova. 2013

Felci dell’Emilia Romagna Bonafede, Vignodelli, Marchetti, Alessandrini. 2016

Clé de détermination des Ptéridophytes du Centre-Val de Loire. Cordier. 2018

 


iNaturalist, schermata sulla distribuzione regionale piemontese dell'Asplenium trichomanes

Thomé, O.W.,
Flora von Deutschland Österreich und der Schweiz (1886-1889)



giovedì 4 marzo 2021

L' Abbazia, il Bosco, il riso nella natura del Parco delle Grange

 



L'Abbazia, Il Bosco, il riso

nella natura del Parco delle Grange

disegni di Lorenzo Dotti

Edizioni Boreali 2020

Un libro che si tuffa nel passato molto remoto di quel lembo di terra del basso vercellese abitata dai monaci cistercensi dell’Abbazia di Lucedio, un libro che racconta l’ultima selva della Pianura Padana: il Bosco della Partecipanza di Trino, un libro che racconta l’opera dell’uomo e della natura sapientemente protetta dal Parco naturale del Bosco della Partecipanza e delle Grange Vercellesi di recente istituzione . Un libro che racconta anche le avventure di noi giovani appassionati ornitologi del GPSO (Gruppo Piemontese Studi Ornitologici) che negli anni novanta del secolo scorso partivano di notte per montare le reti per acchiappare uccelli, certo non per mangiarli ma per studiarli e inanellarli.

Il libro potete richiederlo scrivendo a info@boreali.it 








Qui di seguito la recensione al libro scritto da Raffaella Amelotti per la rivista Piemonte Parchi:



Il carnet de voyage del Parco delle Grange

«L’uomo più abile può fare per gli altri solo ciò che fa per se stesso, cioè notare, osservare, a mano a mano che la natura gli offre oggetti interessanti.» Eugène Delacroix
Il Parco Naturale del Bosco della Partecipanza e delle Grange Vercellesi è nato sotto la buona stella dell’arte. Accompagna la sua istituzione, l’uscita de “L’Abbazia, il Bosco, il riso nella natura del parco delle Grange”, il carnet de voyage realizzato dall’illustratore naturalista Lorenzo Dotti, edito da Edizioni Boreali.
Il diario illustrato di viaggio è un genere letterario che non ha regole precise: immediatezza e capacità artistiche lo rendono insolito e moderno sebbene le sue radici siano ben radicate nel passato quando i primi viaggiatori, sprovvisti di qualsiasi altro strumento adatto a “fotografare” un paesaggio o una sensazione, partivano armati di taccuino, matita e acquerelli.

Dal XVII secolo si diffonde tra i giovani aristocratici la moda del viaggio di formazione, il grand tour attraverso l’Europa: l’Italia diventa ben presto meta fondamentale, così che Venezia, Firenze, Roma, Napoli e la Sicilia accolgono i rampolli delle casate dell’Europa continentale alla scoperta della cultura classica. Pittori come William Turner, Eugène Delacroix, e, più tardi, Paul Gauguin e Paul Klee, ma anche scrittori come Johann Wolfgang von Goethe hanno lasciato taccuini di particolare pregio.

A quei secoli così lontani risalgono dunque gli inizi del moderno turismo giovanile di massa e il bisogno di raccontare il proprio viaggio, meglio ancora se con le immagini: una pratica non così distante da quanto avviene oggi…
Nell’epoca della fotografia digitale, quando, con facilità, chiunque è in grado di catturare un’immagine o addirittura girare un breve video, riconosciamo al carnet de voyage un valore aggiunto dato dalle emozioni che hanno mosso l’autore. Il taccuino illustrato racchiude in sé il senso dello stupore e dell’estasi con cui l’artista ha osservato il paesaggio, e il tempo dedicato alla sua rappresentazione e la sensibilità di espressione non sono paragonabili nemmeno alla migliore delle fotografie.

Il carnet, oggi come allora, consente, sfogliandolo, di ripercorrere il viaggio, riviverne le sensazioni, i luoghi, i colori ma anche le luci: il connubio tra la parte visiva e quella descrittiva delle annotazioni lo rende un’espressione artistica ibrida molto diffusa tra i viaggiatori più desiderosi di calarsi nelle atmosfere locali e capaci di prendersi il giusto tempo per osservare e disegnare.

La rappresentazione artistica di un paesaggio o della natura serve all’autore a fissarne il ricordo, ma a quel punto, il paesaggio o l’elemento naturale sono resi “immortali” nel patrimonio culturale dell’uomo, per il solo fatto di essere frutto dell’attività intellettuale dell’artista.
E’ così che le pagine colorate da dipinti ad acquerello e schizzi si trasformano in pezzi unici di grande valore, in cui le annotazioni completano gli spazi vuoti.
Ciascun autore ha il suo stile personale e quello con cui Lorenzo Dotti ha riempito i suoi  quaranta taccuini in altrettanti anni di carriera è davvero unico.

Lorenzo rilega da solo i suoi quaderni che, insieme a penne e colori, sono i suoi inseparabili compagni di viaggio. E così soggetti tanto diversi come l’attesa di un treno in ritardo, una traversata in nave, un paesaggio, un particolare architettonico o un elemento naturalistico si trasformano, con la medesima sensibilità artistica, negli schizzi sui fogli di carta preziosa che compongono i suoi carnet.
Anche nel suo più recente lavoro, sono le emozioni le vere protagoniste: il libro “L’Abbazia, il Bosco, il riso nella natura del parco delle Grange” trasmette lo stupore della scoperta di luoghi ricchi di natura e storia visti con gli occhi dell’autore.

Pagina dopo pagina, Lorenzo Dotti ci accompagna lungo un viaggio straordinario attraverso due secoli, storie di uomini e di fatica, edifici arditi e paesaggi davvero unici.
La pianura del basso vercellese è la protagonista di questo percorso con le sue grange che hanno animato le vicende storiche medievali e definito la morfologia del paesaggio risicolo in cui si incastonano come gemme preziose zone di elevato valore naturalistico. Le aree umide di Fontana Gigante, la Palude di San Genuario e il Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino sono i paladini della grande ricchezza, in termini di biodiversità, di un territorio dedito quasi esclusivamente alla monocoltura del riso.
Gli acquerelli di Lorenzo ci raccontano il passato laborioso delle cascine storiche e il presente degli ambienti naturali gestiti dall’Ente-Parco, che rivestono un ruolo determinante nell’equilibrio faunistico e floristico di un territorio così complesso.

Questo volume fa parte di un progetto editoriale più ampio che vuole raccontare il territorio attraverso disegni e testi: il primo volume, “Monferrato tra colline e risaie”, pubblicato nel 2016, raccoglie i disegni prodotti in dieci mesi di lavoro tra i borghi, i castelli medievali, le colline, “la pianura del riso”, un vero paradiso per l’avifauna locale, le cascine e il fiume.
“Tracce di cemento - archeologia industriale in Monferrato”, il secondo volume della collana, è dedicato a elementi che caratterizzano fortemente il paesaggio del Monferrato casalese: ciminiere, opifici abbandonati, torri, palazzine dismesse, piloni di teleferiche fantasma testimoniano la vicenda del cemento che, dalla rivoluzione industriale del XIX secolo, è giunta fino agli anni ’60 del Novecento, sfruttando quei giacimenti di marna di cui il terreno era ricco.

Lorenzo, torinese di nascita, ben conosce i territori descritti e proprio qui, in occasione di una giornata di pittura en plein air, è avvenuto l’incontro con il suo editore.

Carlo Rosso è originario di Trino, la città degli editori: è stato proprio merito di un trinese, Gabriele Giolito de’ Ferrari, la diffusione dei testi di Ariosto, Boccaccio e Petrarca. Origini illustri, dunque, per il fondatore delle Edizioni Boreali!

Non resta che augurarvi buona lettura e, data l’immediatezza dei testi e degli acquerelli, non tarderete a condividere le caleidoscopiche sensazioni dell’autore e a immergervi nei paesaggi descritti, maturando di certo il desiderio di visitarli al più presto!