martedì 28 luglio 2015

Epilogo del Corso di Acquerello al Rifugio Monte Baldo, luglio 2015



Epilogo del corso di Acquerello “en plein air” Rifugio Monte Baldo, luglio 2015

Monte Baldo, 26 luglio 2015. Cieli tempestosi carichi di pioggia che a intervalli scendeva copiosa a rinverdire i pascoli ingialliti da questa arida estate;  in cima a un larice morto un maschio di Picchio nero, lo “spirito dei boschi”, che per tutta la mattina ha segnato il territorio coi suoi richiami da brividi, e  nei pascoli oltre alle vacche e alle loro boazze (il prodotto della digestione dei bovini) c’eravamo noi: un manipolo di acquerellisti dai vestiti colorati che con grande passione hanno condiviso l’amore per la montagne, le sue nature e la voglia di disegnarle.
Grazie a tutti loro sperando di incontrarli nuovamente a far ballare i pennelli: Alessandro Perriello, Carla Nicolodi, Francesca Macciò,  Gianni Boschis  Giulia  e Chiara Boschis, Giovanna Boschetti, Laura Tinucci, Luisella Valeri, Paola Bon, Patrizia Marasca.


Un grazie di cuore alla famiglia Paschera che ci ha cullato e rifocillato nel loro accogliente Rifugio:
il Rifugio Monte Baldo

Alessandro Perriello

Carla Nicolodi

Francesca Macciò

Gianni Boschis

Giovanna Boschetti

Giulia Boschis

Laura Tinucci

Luisella Valeri

Paola Bon

Patrizia Marasca

Alessandro Perriello

Carla Nicolodi

Carla Nicolodi

Francesca Macciò

Francesca Macciò

Gianni Boschis

Gianni Boschis

Giovanna Boschetti

Giovanna Boschetti

Giulia Boschis

Giulia Boschis


Laura Tinucci

Laura Tinucci

Luisella Valeri

Luisella Valeri

Paola Bon

Paola Bon

Patrizia Marasca

Patrizia Marasca






Francesca Macciò

martedì 21 luglio 2015

Disegnare ciottoli


Tavolozze di colori concentrate in pochi centimetri, un altro facile esercizio estivo facilmente reperibile un po’ ovunque: al mare lungo i fiumi in montagna al lago o sotto i piedi in città nei vecchi lastricati.









 

giovedì 16 luglio 2015

Santo Della Volpe: anni di bandiere rosse e rock and roll


Ho conosciuto Santo Della Volpe a Torino a metà degli anni settanta, eravamo studenti un po’ rivoluzionari con una passione in comune il rock & roll, ed eravamo assidui frequentatori di discoteche com il Big Club, Tuxedo, Studio 2, Hiroshima Mon Amour. Il rock ha accompagnato la nostra gioventù, le nostre lotte e i nostri ideali. E il rock fu il protagonista delle feste a casa della Volpe. Santo abitava in un piccolo appartamento al piano terra dietro la Gran Madre a Torino, più che piccolo era minuscolo ma poco importava. Santo era persona solare e la sua solarità era contagiosa, aveva un mondo di amici e molti di loro condividevano la sua passione rocchettara. Ogni motivo era buono per organizzare una festa a casa sua, l’importante era esserci, non perderla perché lo spettacolo era assicurato. Si ballava e ci si divertiva a modo nostro fino all’esaurimento appiccicati come acciughe nei 25 metri quadrati della sua casa-discoteca; sovente la festa per esigenze di spazio dilagava sulla strada e non erano infrequenti le visite della “pula”, non per la nostra fede rivoluzionaria ma per il volume della musica che teneva sveglio il quartiere allora molto meno chic di adesso.
“Mio marito è fondamentalmente un rocchettaro, scritto così, all'italiana, senza la kappa. Che poi vuol dire che la metà della testa te la sei fabbricata su quei versi lì, con il romanticismo di chi è determinato, contro ogni logica, a sperare che il rock cambierà il mondo, le teste, perché forse penetrarle così è un po' meglio che mozzarle, farle esplodere, sfondarle” scrive così Teresa Marchesi nel bellissimo ricordo di suo marito.

Il rock sicuramente ha cambiato il nostro mondo, fa parte di noi e come una seconda pelle che ti fa sognare, ridere, piangere e ballare a sessant’anni come a venti. La mia colonna sonora è quella di Santo: Otis Redding, Bruce Springsteen, Lou Reed, Bob Marley, David Bowie, gli Stones e gli U2 rigorosamente su vinile ovviamente.
Ciao Santuzzo se fai feste sulle nuvole facci un fischio che portiamo da bere.

Qui il link al bellissimo ricordo di Santo scritto da sua moglie Teresa Marchesi:
 

martedì 14 luglio 2015

Ferrara sketch




Sketch Ferraresi realizzati durante la terza edizione della bella  manifestazione   "Diari di Viaggio Ferrara Festival" organizzata dall'associazione Autori Diari di Viaggio  tra le strade di Ferrara dal 8 al 10 maggio 2015
 





 
Durante il festival con gli amici Andrea Ambrogio e Federico Gemma abbiamo presentato i primi titoli della Collana "Taccuini dell'Arcipelago Toscano" dedicati alle sette isole maggiori dell’Arcipelago Toscano (Capraia, Elba, Giannutri, Giglio, Gorgona, Montecristo e Pianosa); una collana nata dalla collaborazione fra EDT e l’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano per fare conoscere un contesto naturale unico al mondo.
Un grazie all'amico Roberto Cariani dell'Associazioni Autori Diari di Viaggio per la perfetta organizzazione dell'evento.
 
Da sinistra: Andrea Ambrogio, Lorenzo Dotti, Federico Gemma
 
Breve scheda sui Taccuini e link all'editore lo trovate qui: Taccuini dell'Arcipelago Toscano
 
 
 

lunedì 6 luglio 2015

Il granitico Giglio


Quando metti piede per la prima volta in un luogo qualunque e ovunque per il mondo la curiosità e la voglia di conoscerlo ti portano a vederlo non solo con occhi nuovi ma soprattutto con occhi più attenti e profondi. Così è stato all’isola del Giglio nei pochi giorni passati con gli amici Federico Gemma, Andrea Ambrogio e la splendida banda di Radio Capital capitanata da Doris Zaccone e dal comandante in seconda Angelo Pittro;  eravamo  li  per la promozione dei taccuini dell’Arcipelago Toscano e per l’ultima puntata radiofonica di Capital in the world dedicata alle nostre bellissime isolette, qui se volete ascoltarla: Ultima puntata dall'Arcipelago Toscano


Per noi pittori-naturalisti un isola d’estate non da il meglio di se, le fioriture sono agli sgoccioli, gli uccelli si fanno silenziosi e bisogna aspettare la fine di agosto per rivedere rinverdire la natura con le fioriture estivo-autunnali e il passo di ritorno dei migratori verso l’Africa. Ma l’essenza dell’isola rimane sempre in qualunque stagione e il caldo non spaventa quel piccolo esploratore presente in tutti noi. Mi svegliavo presto al Giglio per disegnare nelle ore meno calde e trovare spiagge e calette sgombre dalle carnazze al sole. Ho visto cose: sul Giglio ho passato pochi giorni e poco tempo sono quindi solo dei flash quelli gigliesi ma voglio condividerli con voi, prima che il fresco ricordo sprofondi nell’oblio tra le pieghe del cervelletto.

L’opera dell’uomo: fulminato da uno dei più bei borghi d’Italia, Giglio Castello con le sue integre mura medievali e la Rocca Aldobrandesca  , affascinato dal complesso della Torre del Campese che ti porta a disegnarla mille volte per la splendida integrazione tra la semplice architettura e le rocce circostanti, l’adorabile Cala del Saraceno, un abbraccio di granito rosa  a  Giglio Porto con i muri sommersi del “murenarium” ( vasca per l’allevamento di pesci in epoca romana).

Giglio Castello

Giglio Castello

Torre del Campese

Torre del Campese

Cala del Saraceno, Giglio Porto


L’opera della natura: incantato dalla trasparenza del mare e dai dolci lastroni di granito che circondano gran parte dell’isola, perso a contemplare il calcareo faraglione di Punta Campese avvolto  dai chiassosi caroselli dei Rondoni maggiori.                                                                        
L’opera dell’uomo e della natura: i curati vigneti terrazzati che producono quel nettare ambrato di nome Ansonaco

Punta Faraglione, Campese
 
Punta Faraglione, Campese

Giglio Porto
 
Sto risfogliando con occhi diversi il bellissimo Taccuino di Federico Gemma dedicato a questa isola e vi consiglio di procurarvelo se volete farvi guidare dai suoi acquerelli per una visita “diversa” su questa granitica isoletta. Qui il link al taccuino L’Isola del Giglio di Federico Gemma: Taccuino dell'Isola del Giglio

Isola del Giglio di Federico Gemma